La mia esperienza allo #Youngtoyoung17 del #Vinitaly

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Qualche giorno fa i giornalisti de Il golosario mi hanno invitata ad un evento all’interno del Vinitaly, che mi ha immediatamente incuriosita. Si tratta dello Young to Young, ovvero di alcune degustazioni di vini di giovani produttori a cui sono stati invitati giovani consumatori, giornalisti e blogger. Chiaramente se oggi qualcuno mi da della “giovane blogger” non può che ricevere tutta la mia gratitudine e riconoscenza, e così stamattina, armata di jeans scoloriti, e sneaker, sono corsa al Vinitaly.

Ero un po’ in panico, lo ammetto, dato che, nonostante i tanti amici Sommelier, io disconosco la terminologia, e i rituali di una degustazione seria. Così chiamo il mio amico Fabrizio Franzoi (mica uno così eh… oltre ad essere il Sommelier del ristorante stellato Perbellini di Isola Rizza, è anche il Sommelier delle Venezie del 2017!) che nel giro di una telefonata mi da una leggera infarinata. Più confusa che persuasa entro così al Vinitaly, respiro a pieni polmoni il brivido di ricevere un accredito per la stampa e con le mie sneaker corro verso il padiglione 10.

youngtoyoung17

Inizia la degustazione e mi rilasso immediatamente. Quello che era teso e tirato diventai l mio amato sorriso spontaneo dato che capisco che la degustazione è guidata. Paolo Massobrio e Marco Gatti spiegheranno i vini, con le note, i colori e i profumi che solo chi ama profondamente il Vino conosce, apprezza e usa. È meraviglioso, non sono più in panico e posso godermi l’emozione di questa esperienza.

Il Montepulciano in Petra

Mi appoggio col gomito sul tavolo, la guancia sul palmo della mano, e ascolto lasciandomi trasportare dal primo produttore Young, Rocco D’Eusanio di Chiusa Grande, un’azienda produttrice di vini biologici dal lontano ’89, alla scoperta del suo Montepulciano in Petra. Resto affascinata dal termine Vinosofia. Rocco ce lo spiega con orgoglio, parlando della passione di suo padre che ha brevettato questo processo “al contrario” nella produzione del vino. Si parte cioè dall’Emozione che si vuole comunicare, successivamente si stabiliscono il vitigno e le tecniche enologiche, che diventano quindi funzionali al risultato. E il risultato è, appunto, l’emozione.

Rocco d'esanio Montepulciano in petra

Con il suo Montepulciano in Petra ci comunicherà Autenticità e Nostalgia, attraverso un’intensità profonda, con sentori di Mora e frutti rossi, ma soprattutto erbe aromatiche come il rosmarino e la salvia. Al gusto le emozioni pervadono grazie ai tannici scalpitanti. Resto davvero affascinata da questo modo insolito di conoscere un vino, assaporandolo e associandolo ad un’emozione conosciuta.

Il Montecucco Sangiovese

Il secondo Vino che degustiamo è un Montecucco Sangiovese “La Querce” della Poggio Mandorlo. A presentarcelo non è Francesca Binacchi, la Young della Cantina, a causa di un disguido, ma il padre, un Varesino innamorato della Toscana, circondato dai giovani in cui crede fortemente; ci tiene infatti a sottolineare che l’enologo di cui si avvale nel suo team è giovanissimo. La meraviglia di questo momento è per me lo scambio tra Paolo Massobrio e il Signor Binacchi sulle bellezze della zona in cui si trovano i vigneti. Penso a quanto il turismo in Italia sia legato allo splendore del nostro territorio, e a quanto i turisti si innamorino dei nostri Vini e del nostro Cibo anche grazie a tutta la bellezza che li circonda mentre li degustano.

Montecucco sangiovese

 

La degustazione del Sangiovese avviene pensando quindi al mio prossimo viaggio per visitare il Castello di Seggiano e la vicina Abbazia di Sant’Antimo, e immaginando il microclima della zona del vitigno, tra il Montecucco, che dona i suoi venti freschi, che vengono compensati con le brezze leggere provenienti dalla Maremma. Il microclima che si crea esprime vini di altissimo livello, e questo Montecucco Sangiovese lo conferma, con il suo profumo avvincente, la sua eleganza in bocca e la piacevole acidità finale.

 

Il Salento Rosso

 

alessandra quarta qu.ale

A questo punto della degustazione mi chiedo cosa possa ancora succedere di altrettanto coinvolgente. E arriva lei, Alessandra Quarta, a presentarci il suo Salento Rosso. Carnagione scura, occhi luminosi e pieni di passione, che con un leggero accento del mio amatissimo Sud inizia a spiegarci il suo vino partendo dal nome: “Qu.ale“, si chiama così. Nasce un po’ da un gioco con le lettere del suo nome, ma soprattutto dalle domande che Alessandra si fa sul futuro, sull’ambiente, e soprattutto sulla sostenibilità di ogni azione posta in essere nella sua attività. Ha creato un vino per i giovani, con un packaging altamente sostenibile, e soprattutto con un’idea di solidarietà digitale molto originale. Il 5% del ricavato dalle vendite di questa etichetta va in beneficenza, e la cosa interessante è che ognuno può scegliere a chi devolvere il proprio 5%, attraverso un codice che trova su ogni bottiglia.

Il suo Vino, che può degustarsi anche freddo, caratteristica che lo denota quindi come vino socializzante, ha come obiettivo finale il gusto, è quindi un vino che di anno in anno può essere creato con vitigni diversi. Con Marco Gatti degustiamo questo Salento Rosso, scoprendone il colore Rosso rubino, l’eleganza al naso e i suoi sentori di frutti rossi, di ciliegia e di prugna. In bocca la nota minerale e la sapidità che viene regalata dalla vicinanza al mare del vigneto è evidente.

Felice di aver imparato molto, saluto lo young to young e continuo la mia mattina al Vinitaly.

Devo però andar via presto, perché alle 15 ho il colloquio con la maestra di Mia. Entro da lei, vedo il suo sorriso mentre parla dell’ironia e della solarità della mia bimba di 5 anni. Di quanto si veda che le leggiamo e le raccontiamo migliaia di storie, e di quanto sia socievole e divertente. Con gli occhi pieni delle lacrime di commozione che solo un genitore conosce, esco dalla sua scuola e chiamo il mio Gp per condividere con lui i complimenti ricevuti.

Poi torno a casa, riorganizzo le idee prima di scrivervi di questa mia stupenda giornata ed eccomi qui a parlarvi di quanto il futuro del mondo io lo veda sempre più pieno di grandezza, di speranza e di eccellenza. E sì… anche di Ironia.

Grazie a tutto il team di Golosaria.

 

AGGIORNAMENTO 🙂

Con questo post ho Vinto il premio Vinitaly e Golosaria dell’edizione younghtoyoung 2017! 🙂

PREMIO YOUNG TO YOUNG

Che grande emozione essere premiata!

PREMIAZIONE VIVIANA DAL POZZO YOUNG TO YOUNG

 

In questo articolo leggerete la motivazione e scoprirete gli altri tre premi assegnati durante l’edizione 2017 dello Young to Young!

 

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Visualizzo 3 commenti
  • Daniela

    E di vino no?

  • lisa fregosi

    Ecco io sarei morta dopo il primo bicchiere!!!! ahahahha

  • adriana

    che post! Viviana mi sembrava di essere lì con te a degustare. baci 🙂

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