Ci sono piatti che non nascono per essere ricordati come “speciali” e che finiscono per diventarlo proprio perché arrivano nel momento giusto.
La polenta con broccolo romanesco è uno di questi.
È un piatto che preparo quando sento il bisogno di rallentare, quando la giornata è stata piena e ho voglia di qualcosa che sia buono, nutriente e gentile allo stesso tempo. Non richiede attenzioni particolari, non pretende perfezione: basta lasciarlo accadere.
La polenta ha una capacità rara: sa accogliere.
È morbida, calda, rassicurante. Ha quel sapore neutro che si adatta, che sostiene senza sovrastare.
Finalmente una ricetta con broccolo romanesco, che con la sua forma quasi geometrica e il suo verde intenso, porta carattere e freschezza.

Insieme creano un equilibrio che funziona sempre, soprattutto nelle sere in cui ci si chiede cosa preparare per cena senza voler complicare le cose.
È una cucina che parla piano, che non ha bisogno di stupire.
Una cucina che ti accompagna mentre sistemi la casa, mentre pensi alla giornata appena finita, mentre finalmente ti concedi di sederti.
È uno di quei piatti che non chiedono di essere fotografati, ma che ti fanno venire voglia di mangiare lentamente, con calma, ascoltando quello che senti.
Un piatto che viene da lontano
La polenta è uno di quei piatti che non hanno bisogno di presentazioni, perché fanno parte della nostra memoria prima ancora che della nostra cucina.
È un cibo antico, nato per nutrire, per sostenere, per accompagnare le giornate lunghe e spesso faticose di chi lavorava la terra. Per molto tempo è stata il centro del pasto, a volte l’unico.
Una base semplice, ripetuta, mai superflua.
Il broccolo romanesco arriva da un’altra storia, non così lontana.
È un ortaggio tipico della nostra tradizione, legato alla stagionalità, alle cucine di casa, ai mercati rionali.
Un ingrediente che racconta una cucina concreta, fatta di ciò che c’è, di ciò che cresce in un determinato momento dell’anno. Insieme, polenta e broccolo romanesco si incontrano in un piatto che ha il sapore delle cose vere, non costruite.

Questo piatto nasce dall’incontro tra due ingredienti umili, profondamente identitari.
Non c’è nulla di elaborato, eppure c’è tutto: il calore, la sostanza, l’equilibrio.
È il tipo di cucina che risponde in modo naturale alla domanda cosa ti preparo per cena, senza bisogno di inventare, semplicemente attingendo a ciò che sappiamo già fare.
La polenta, per secoli, è stata il gesto ripetuto ogni giorno, il tempo dell’attesa attorno al fuoco, il ritmo lento della mescolata. Il broccolo romanesco, con il suo verde deciso e la sua forma così riconoscibile, porta con sé la stagionalità e il legame con la terra. Insieme raccontano una cucina che nasce per nutrire il corpo, che finisce per nutrire anche altro.
Quando porti in tavola un piatto unico così, senti che non stai solo mangiando.
Stai ripetendo un gesto antico, familiare, che attraversa il tempo. E forse è anche per questo che, una volta finito, resta quella sensazione precisa: calma, nutrimento, casa.
A volte è davvero tutto quello che serve.
Ricetta polenta e broccolo romanesco fatta in casa

Polenta e broccolo romanesco
Ingredienti
- 500 g di Broccolo Romanesco
- 30 g uva sultanina
- 40 g anacardi tostati e non salati
- 1/2 cipolla bianca
- 40 g olio evo
- 120 g farina per polenta precotta
- 1,5 litri acqua
- Sale pepe e prezzemolo
La ricetta passo passo
Scalda l’acqua, sala e cuoci il broccolo romanesco a ciuffetti.
Trita la cipolla, mettila in padella con olio e una tazzina d’acqua, falla cuocere e rosolare.
Aggiungi l’uva passa e gli anacardi, poi unisci il broccolo cotto.
Regola di sale e pepe. Nell’acqua di cottura del broccolo versa la farina per polenta a pioggia.
Cuoci 5 minuti e servi con il condimento e il prezzemolo.
Videoricetta polenta e broccolo romanesco
Un piatto vegetale che sa di cura e quotidianità
Questa polenta con broccolo romanesco è un piatto unico vegano senza volerlo dimostrare.
È semplicemente buono così. Completo, appagante, equilibrato.
Non nasce da un’idea di rinuncia, ma una scelta naturale: usare ingredienti semplici e farli stare bene insieme.
C’è qualcosa di molto rassicurante nei piatti vegetali fatti così. Non gridano “sono sani”, non ti fanno sentire in dovere. Ti nutrono e basta.
Il broccolo romanesco ha un sapore delicato e riconoscibile, la polenta lo sostiene, e poi c’è quella nota dolce, discreta, che arriva ogni tanto e sorprende.
L’uva passa nelle ricette mi ha sempre fatto questo effetto: compare senza preavviso e cambia tutto. Forse perché mi ricorda la passolina, quella dolcezza gentile che non invade mai, che quando c’è la riconosci subito.

Questo è uno di quei piatti che preparo quando ho bisogno di sentirmi bene senza pensarci troppo.
Quando mangiare diventa un gesto di cura, non un atto automatico.
È una risposta sincera alla domanda “cosa ti preparo per cena?”, soprattutto quando la risposta non deve essere elaborata.
C’è anche un aspetto molto concreto che amo di questa polenta: ti sazia senza appesantire.
Ti lascia la sensazione di aver mangiato qualcosa di completo e leggero.
È perfetta quando senti il bisogno di rimettere un po’ di ordine, dentro e fuori.
Quando vuoi qualcosa che ti sostenga, senza toglierti energia.






