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Spaghetti alla chitarra: la pasta che “suona” in Abruzzo

Da quando mi sono trasferita in Abruzzo, nemmeno un anno fa, ho sentito il bisogno di entrare piano in una tradizione che qui non si studia sui libri, si osserva e si vive ogni giorno.

Ogni ricetta è un racconto silenzioso, fatto di mani che lavorano con naturalezza e di tavole di legno che custodiscono tracce di farina come piccole memorie quotidiane.

Gli spaghetti alla chitarra sono stati tra i primi piatti che mi hanno fatto sentire davvero parte di questa terra.

spaghetti alla chitarra

Preparare la pasta fatta in casa, in Abruzzo, non è soltanto una scelta culinaria: è un gesto identitario.

Si parte dalla semola di grano duro, versata a fontana sulla spianatoia, e dalle uova fresche che si uniscono lentamente, fino a creare un impasto compatto, elastico, vivo.

Mentre lo lavori con le mani, senti la consistenza cambiare, diventare più liscia, più uniforme. Poi si stende la sfoglia con il mattarello, fino a raggiungere lo spessore giusto, pronta per incontrare lo strumento che le darà forma.

La storia delle chitarre e del Maccarunàre

Il nome “spaghetti alla chitarra” nasce proprio dallo strumento utilizzato per tagliarli. La chitarra, o maccarunàre, è un telaio rettangolare in legno su cui sono tesi fili d’acciaio paralleli, simili a corde musicali.

La sfoglia viene appoggiata sopra e premuta con decisione: i fili la attraversano e la dividono in spaghetti dalla sezione quadrata, spessi circa 2-3 millimetri, ruvidi e porosi.

È questa superficie leggermente rugosa che permette al sugo di aderire perfettamente.

Intorno alla seconda metà del Settecento fu inventato il Maccarunàre, formato da un telaio di legno con fili di rame o di ottone distanziati tra loro di circa 3 millimetri.

Si diffuse rapidamente nell’area pedemontana abruzzese, entrando nelle cucine come uno strumento indispensabile.

spaghetti alla chitarra

Solo verso la fine dell’Ottocento prese definitivamente il nome di “chitarra”. Si racconta che, dopo il taglio, le massaie passassero la mano sulle corde come per arpeggiare uno strumento musicale, facendo cadere la pasta appena formata.

Un gesto quasi poetico, che ha contribuito a rendere questa preparazione così iconica.

Ancora oggi, le chitarre sono presenti in molte case abruzzesi e rappresentano un legame concreto con la tradizione, un oggetto che continua a “suonare” tra le mura domestiche.

Ed ecco cosa ti preparo per cena: spaghetti alla chitarra

Spaghetti alla chitarra

Ingredienti

  • 200 g semola di grano duro
  • 2 uova (circa 65g per uovo)

La ricetta passo passo

  1. Versa la semola di grano duro a fontana sulla spianatoia e unisci al centro le due uova.

  2. Inizia a incorporarle con una forchetta, poi lavora l’impasto con le mani fino a ottenere una consistenza liscia ed elastica. Copri e lascia riposare per circa 30 minuti.

  3. Dopo il riposo, dividi l’impasto in porzioni aiutandoti con un tarocco (il raschietto che si usa anche per la pizza). Lavora leggermente ogni pezzo con le mani e passalo nella macchina per la pasta, la classica “Nonna Papera” .

  4. Inizia dallo spessore più largo, riducendolo gradualmente, fino ad arrivare a circa 2-3 millimetri. Infarina la pasta e poggiala sulla chitarra, mantenendoti lontano dai bordi.

  5. Poi premi con decisione con il mattarello: i fili taglieranno la pasta formando gli spaghetti alla chitarra.

  6. Raccogli delicatamente gli spaghetti, infarinali leggermente e lasciali asciugare qualche minuto prima di cuocerli in abbondante acqua salata. Condisci con il sugo che preferisci e porta in tavola.

Videoricetta spaghetti alla chitarra

Cosa preparare per cena? Una risposta che profuma di casa

Quando mi chiedete cosa preparare per cena, soprattutto nelle serate in cui si desidera qualcosa di autentico e avvolgente, penso subito agli spaghetti alla chitarra.

Hanno una struttura importante e una capacità straordinaria di trattenere il condimento. Sono perfetti con un ragù ricco, magari di carne, sanno esaltare anche un sugo più semplice, perché la loro forma quadrata valorizza ogni ingrediente.

Portarli in tavola significa scegliere una cucina fatta di pochi elementi e grande qualità.

E allora, se vi state domandando cosa ti preparo per cena, immaginate il profumo della pasta fatta in casa appena scolata, il vapore che sale dal piatto, il sugo che si intreccia agli spaghetti.

È un momento che invita a rallentare, a sedersi insieme, a condividere.

Per me, che sto costruendo qui nuove abitudini e nuovi ricordi, preparare gli spaghetti alla chitarra è diventato un modo per sentirmi parte di questa terra.

Certe ricette non sono soltanto piatti da gustare: sono storie da vivere, tradizioni da custodire e suoni silenziosi che continuano a vibrare nel tempo.

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