martedì 21 maggio 2013

...E sono in Semifinale!

Ed eccomi qui amici miei a raccontarvi nuovamente i miei piatti, ma non quelli della mia cucina!!! vi racconterò dei piatti che cucino in televisione il venerdì sera!
Questa puntata, e cioè la quarta, è stata super super intensa!
Il primo colpo di scena è stato quello di dover preparare un dolce per la prova della tradizione! Eravamo tutti presi dallo smarrimento perché come si sa i dolci sono chimica e precisione e le dosi devono essere quelle, e non si scappa se si vuole fare un dolce perfetto. Devo ammettere che quando ho visto il tiramisù ho sperato intensamente che Valentina scegliesse quello perché mi ricordavo perfettamente le proporzioni.

Vi do quindi la mia ricetta, con le mie dosi.
Lo Chef non ha salvato il mio perché da brava scemotta ho fatto una cosa che faccio sempre e cioè mettere i pezzi di cioccolato fondente nel montaggio del tiramisù :-(
Con Giorgio non eravamo riusciti a fare un riccioletto decorativo e così mi sono ancor più convinta che il cioccolato glielo dovessi almeno infilare all'interno... e babbè... il mio piatto anche questa volta va all'assaggio e i parenti lo apprezzano :-)

Tiramisù
5 uova
100 g di zucchero
500 g di mascarpone
un pacco di savoiardi
caffè amaro
cacao amaro
e se volete provare mettete dentro le scaglie di ciocco fondente, altrimenti se volete essere ligi alla ricetta veneta originale non mettetele.

Dividere i tuorli dagli albumi (io come sempre li ho spelati ;-)) lavorare i tuorli con lo zucchero a bagnomaria per pastorizzarli. Lasciarli raffreddare e amalgamare al mascarpone. Fate tutto con una frusta e non con il frullino, specialmente l'incorporazione del mascarpone dato che è già un composto montato e con il frullino rischiate di farlo impazzire.
Montate a neve gli albumi e incorporateli alla crema con movimenti dal basso verso l'alto.

Montare il tiramisù pucciando i savoiardi nel caffè, mettendoli sul fondo di una terrina, e ricoprendoli con la crema e spolverando il tutto con il cacao amaro. Io ho preferito mettere a strati crema e savoiardi.

E adesso veniamo alla prova creatività.
Giorgio vince ed io ho il “vantaggio” di scegliere l'alimento da utilizzare.
Salsiccia, tacchino, anguilla, asparagi.

Mi avrete vista in difficoltà... mi sono messa le mani in faccia circa duecento volte prima di decidere... non avevo quelle due o tre ore a disposizione per spiegare i mille pensieri che mi passavano per la testa, adesso però se siete pronti e avete un po' di tempo cercherò di raccontarvi quello che pensavo.

Volevo l'anguilla, ma: nelle puntate precedenti avevo cucinato già due volte pesce, e una vocina mi parlava nuovamente dell'abbinamento pesce dolce (che ha fatto anche Lapo eheh... ci sta troppo una favola!) e se l'avessi fatto per la terza volta Scabin forse mi avrebbe incenerita con uno dei suoi sguardi... inoltre Gp odia l'anguilla e tutto ciò che striscia ed io nella mia vita avevo sfilettato solo un'anguilla che era decisamente più piccola.
Il tacchino non mi piace, proprio no, quindi non l'ho neanche preso in considerazione.
Le salsicce mi chiamavano, ma quando sono entrata in dispensa per gli ingredienti del tiramisù (unica occasione in cui noi cuochi possiamo vedere cosa troveremo lì) non avevo visto nessuno degli ingredienti che mi sarebbero serviti per fare un piatto che guardando la salsiccia mi veniva in mente... e così arriviamo agli Asparagi.... l'ingrediente che sapevo già fosse un bel po' difficile da rendere creativo :-(

Vi lascio la ricetta della mia zuppetta tiepida...
La grande soddisfazione è stata quella che lo Chef mi ha detto che era Buona (e infatti anche i parenti l'hanno salvata), e che era interessante il metodo di estrazione dell'asparago (ho infatti estratto la clorofilla degli asparagi) poi ecco... era poco creativa... e lo so...

zuppetta tiepida di asparagi e la loro clorofilla e caprino

Zuppetta tiepida di asparagi con la loro clorofilla e caprino, ovvero:
Non diciamo al contadino quanto buoni sono gli asparagi col caprino

Asparagi
carota sedano e cipolla
5 acciughe
pane o focaccia
olio primo fiore
sale
caprino
basilico

Fare un brodo vegetale leggero con carota sedano e cipolla, aggiungere i gambi degli asparagi pelati col pelapatate e fare bollire e ridurre. Cuocere a vapore nella stessa pentola del brodo le punte di asparagi tagliate a metà, per due o tre minuti (devono restare croccanti)
togliere tutte le verdure dal brodo e aggiungere un po' di rondelle di asparago. Frullare il brodo con qualche punta di asparago e filtrare il succo. A questo punto avrete un brodino verde asparago, lo potreste addensare con della maizena ad esempio, ma a me gli addensanti non piacciono e così l'ho lasciato liquido.
Sciogliere le acciughe a bagnomaria con un filo d'olio e un cucchiaio di brodo. Passarle da un colino per ricavarne una crema.
Fare dei crostini di pane croccanti passandoli in padella con un filo d'olio.
Per l'impiattamento versare il brodo nel piatto, aggiungere le punte di asparagi, fare una quenelle di caprino con alcune foglioline di basilico e metterla nel piatto, condire con la crema di acciughe e servire con i crostini a parte.

E sono in semifinaleeeeeeee

giovedì 16 maggio 2013

La Magia continua...

Carissimi amici miei!! Grazie per il meraviglioso sostegno che mi state inviando e il tifo da stadio che scatenate il venerdì sera!
Come avete visto ho superato la terza puntata e sono strastrastrafelice per questa esperienza così intensa che sto vivendo!

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Come vedete da queste foto prese dalla terza puntata, io ancora di televisione non ne ho capito un granché... Giorgio è fantastico, mi ha già spiegato tutto: “guarda la telecamera con la lucetta rossa accesa, è quella che sta andando in onda” ma come avrete notato continuo a non capire dove devo guardare e così nell'indecisione guardo un po' dove capita :-)
quindi venerdì prossimo mi riconoscerete, io sono la cheffina piccola piccola che guarda un po' qua e un po' la. La televisione fa degli scherzi strani eh... io che sono così alta sono accanto a dei giganti e così le proporzioni e le prospettive mi fanno sembrare piccoletta... bah...
Prima di entrare in studio c'è un'operazione bellissima che è il “trucco e parrucco”. Sono tutti dei professionisti fantastici! Avete presente la trasmissione “Tale e quale show”? Praticamente sanno fare miracoli! Ecco... io gli ho chiesto di truccarmi con gli occhi grandi grandi e il nasino alla francese... sugli occhi quasi quasi ci siamo riusciti, sul nasetto alla francese mi sa che forse....

Dato che tutti voi che mi leggete siete appassionati di cucina, ho pensato di mettere sul mio blog le ricette che preparo in trasmissione, quindi oggi leggerete le due ricette fatte nella prima e nella terza puntata. Purtroppo come blogger devo rinunciare al passaggio fondamentale della fotografia prima dell'assaggio... forse sarebbe un po' brutto far aspettare lo Chef Scabin per fare una fotografia ;)

Voglio inoltre segnalarvi che sul sito Rai de “La terra dei Cuochi” troverete tutte le nostre ricette, così se volete anche voi provare i nostri piatti e assaggiarli, così da immedesimarvi nelle papille gustative dei nostri parenti, potete farlo. Mi raccomando, ricordatevi il colore del piatto che state assaggiando :-)

Non è proprio facilissimo cucinare un superpiatto in trasmissione... Abbiamo 20 minuti, non sappiamo che ingrediente avremo e non sappiamo neppure cosa troveremo in dispensa. L'improvvisazione, il sangue freddo, la concentrazione, la velocità e la creatività si devono incontrare tutte insieme nello stesso posto e nello stesso momento... praticamente è necessaria una configurazione astrale che capita una volta in ventanni e infatti mi sto concentrando per creare uno spazio intertemporale cibernetico in cui preparerò il piatto della storia... ci sto lavorando ;-)

Ecco a voi, direttamente dalla prima puntata

Baccalà addolcito con miele e zenzero
Ingredienti per 4 persone

•    4 pezzi di baccalà 2 mele verdi
•    4 cucchiai di aceto di mele
•    3 cucchiai di succo di zenzero fresco
•    2 cucchiai di olio (anche di noci se lo avete)
•    1 cucchiaino di miele di acacia
•    Mezzo cucchiaino di senape all'ancienne
•    Zucchero di canna integrale
•    Sedano, carota, cipolla e una foglia di alloro
•    Olio extra vergine di olive
•    Sale

Procedimento

Preparare un court bouillon mettendo a bollire sedano carota cipolla e alloro in una pentola.  Non appena bolle disporre il baccalà in un contenitore e porlo sopra  la pentola per la cottura a vapore,  cuocere dai 5 ai 7 minuti (dipende dalla pezzatura del baccalà)
Grattugiare lo zenzero e filtrarne il succo. Unire in una ciotola, secondo le dosi, l'aceto, l'olio, la senape, lo zenzero,  il miele ed emulsionare.
Asciugare il baccalà e passarlo in padella a rosolare con olio extra v.  2 minuti per parte (deve crearsi una leggera crosticina).
Affettare le mele sottilmente, disporle sui piatti da portata spolverandole leggermente di sale. Aggiungere il baccalà  e condire con la salsa.
Decorare il piatto con i cristalli di zucchero integrale (se non volete essere sgridati dal superChef mi raccomando, evitate questo ultimo passaggio o andateci con la manina legggggggerissima!)

E il mio piatto della terza puntata, salvato dallo Chef Scabin (dandomi poca soddisfazione in realtà)



alici nel paese delle meraviglie

Alici nel paese delle meraviglie
Per le alici
Alici aperte a libro e deliscate
Mezzo bicchiere di aceto di vino bianco
Farina
Olio d'oliva

Per la salsa Moresco all'arancia
25 g di mandorle
25 g di nocciole
2 fette di pane
100 g di passata di pomodoro
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di aceto di vino
Paprika
100 ml di olio extra vergine
2 arance

Mettere le alici a marinare nell'aceto.
Tostare la frutta secca al forno o in padella su fuoco basso. Soffriggere il pane tagliato a quadratini, quando è ben croccante toglierlo dalla padella e scolarlo su un foglio di carta assorbente.
Cuocere brevemente la passata insaporendola con uno spicchio d'aglio e un giro d'olio, sale e pepe.
Unire la frutta secca, il pane, l'aceto e il pomodoro (da cui avrete tolto l'aglio) in un mixer e tritare tutto, aggiungere il succo di due arance e la buccia grattugiata di mezza.
Assaggiare, aggiustare di sale e insaporire con la paprika.

Friggere le alici nell'olio d'oliva dopo averle infarinate, salarle e servirle calde accompagnate dalla salsa.

E così sono passata e mi vedrete nella prossima puntata!! evvivaaaaaaaa! Ci vediamo venerdì alle 21:10 su rai1


lunedì 25 marzo 2013

Fajitas di pollo step by step

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Questa è una ricetta facile, ma decisamente non veloce.
Non perché il procedimento di preparazione sia lungo o complicato, più che altro perché ci sono tantiiiissime cosette da preparare affinché tutto sia perfetto da portare in tavola in modo da aprire una breccia spazio-temporale che in men che non si dica ci catapulti tadaaaaaa in Mexico!!!

Bene... inizio con la carrellata di foto perché questa volta ne ho fatte tante e mi piacciono più o meno tutte allo stesso modo, così ve le farò vedere tutte.

Prima però vorrei farvi una domanda: A voi piace Cambiare? Cioè, vi piacciono i Cambiamenti?

Quando si parla di cibo si apre di certo una bella parentesi... io Adoro cambiare spesso, e mi sa che l'avevate anche capito. Quindi non solo preparo sempre piatti nuovi, ma mi piace anche sperimentare ricette internazionali e assaporare gusti nuovi, come ad esempio queste Fajitas di pollo.
...ma se dalla cucina ci spostiamo alla vita, beh ecco.. in questi ultime settimane mi chiedo se cambiare vita sia così semplice come cucinare piatti nuovi. Credo che essere il più flessibili e aperti possibili alle infinite possibilità che la vita ci offre sia uno straordinario vantaggio, però in effetti questo molto spesso ci impone di uscire dalla nostra zona di Comfort e questo a volte fa paura.. voi che ne pensate?
Vi lascio riflettere, e magari commentare questa mia riflessione.. nel frattempo coccolo un po' la vostra vista con queste foto super primaverili, e vi chiedo scusa se non ho stirato la coperta originale messicana per l'occasione :-) 

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Fajitas di pollo
500 g di cosce di pollo disossate
un bicchierino di tequila (o un bicchiere di birra)
una spolverata di curcuma
una spolverata di peperoncino
1 lime

per la salsa di pomodoro mexì
300 g di pomodori piccadilly
1 peperoncino jalapeno
mezza cipolla rossa
uno spicchio d'aglio
un cucchiaino di cumino (io ho usato quello austriaco perché quello medio orientale non mi piace)
olio
sale

per la crema guacamole
1 avocado maturo
1 lime
sale
aglio o cipolla (facoltativo)
2 pomodori piccadilly

per la crema di fagioli neri
200 g di fagioli neri lessi
un cucchiaino di burro
sale e pepe

per il riso alla mexì
250 g riso pilaf cotto in bianco e scolato bene
100 g di mais in scatola
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di paprica
1 spolverata di peperoncino
se volete un po' di pisellini sbollentati
e se vi piace una spolverata di cumino (che io non ho messo)
olio di semi di arachidi


e poi servono: tortillas, mezzo peperone rosso, mezzo giallo,(io ne avevo solo uno rosso), una cipolla rossa, tacos, e formaggio emmenthal da ridurre a scaglie

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per la salsa:
lavare i pomodori tagliarli a metà e metterli in una teglia con carta da forno o stagnola, giro d'olio, di sale. Aggiungere il peperoncino jalapeno, l'aglio il cumino e la cipolla e infornare il tutto a 180° ventilato per 10 m. aprire il peperoncino e decidere quanto piccante fare la salsa, eliminando parte dei semi, tutti oppure nessuno. Frullare tutto in un mixer e mettere in una ciotola. Primo step fatto!

Per il guagamole
sbucciare l'avocado, spappolarlo bene con una forchetta o dentro un mortaio e mescolare la purea con il succo di un lime, il sale, eventualmente aglio o cipolla tritati (io ho evitato) e i due pomodorini tritati. Mettere in una ciotola e secondo step fatto!

Per la crema di fagioli neri:
frullare metà dei fagioli con il burro e un po' di acqua di cottura stessa. Aggiungere il resto dei fagioli interi, salare, mettere in una ciotola e terzo step fatto! (questa ricetta è molto semplificata rispetto a quella originale)

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per il riso
far saltare il riso con un giro di olio di semi, e con il resto degli ingredienti, mettere in un piatto da portata, quarto step fatto!

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Per il formaggio:
grattugiare l'emmenthal metterlo in una ciotola e quinto step fatto!


Se volete fare anche la panna acida ci vorrebbe una bella ricetta che non vi darò dato che io l'ho comprata. L'ho versata in una ciotlina e sesto step fatto!


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Per le fajitas di pollo
mettere il pollo a marinare in una ciotola per almeno un'ora. Scaldare una piastra in ghisa, mettere i peperoni e la cipolla tagliati a listarelle e un giro d'olio, far cuocere per cinque minuti e poi aggiungere il pollo tagliato a striscioline. Girare bene per far cuocere il tutto uniformemente, per cinque minuti, poi spegnere e portare in tavola direttamente con la piastra. Settimo step fatto!


Nel frattempo dato che avrete voglia di fare l'ottavo step, scaldate in forno le tortillas, dopodiché, portatele in tavola, stappatevi una bella corona, metteteci dentro una fettina di lime e godetevi sta cenetta che è il nono step, quello del completamento e dell'appagamento! :-)

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per chi non le abbia mai provate, le fajitas si mangiano arrotolando tutti gli ingredienti dentro una tortillas, e poi mangiandole con le mani cercando di non far cadere tutto il contenuto morso dopo morso ;-)
questa ricetta si presta ad essere modificata in ogni modo: ad esempio, usate carne di manzo (controfiletto o cotata) e avrete le fajitas di manzo, oppure usate dei gamberoni e avrete le fajitas de pescado :-)

venerdì 8 marzo 2013

Col cavolo ti faccio il risotto, ed anche con la ricotta salata.

Risotto con Cavoli fiolari e ricotta salata

Oggi è la festa della Donna, ed oltre a fare gli auguri a tutte noi Donne meravigliosissime e anche, per par condicio, a tutti gli uomini splendidi capaci di Amarci con il cuore, capaci di capirci, supportarci e delle volte anche sopportarci, voglio aprire una finestrella nel mio Blog per parlare dell'Endometriosi.

Questa infatti è la settimana della Consapevolezza su una malattia molto poco conosciuta ma mica tanto rara... Colpisce infatti molte donne e, nonostante ancora non ci siano prove scientifiche che lo confermino, prendendo sempre come mantra il fatto che noi “Siamo ciò che mangiamo” è innegabile una correlazione tra la nostra salute e il cibo che scegliamo per nutrirci.

Ecco quindi che Dian Mills ha teorizzato una dieta per alleviare i dolori causati da questa malattia, dieta che dovrà essere preferibilmente senza glutine, limitata in fitoestrogeni e alimenti infiammatori.

È importante conoscere gli alimenti da eliminare, quelli da limitare, e quelli invece da aumentare, così su Facebook è nato un gruppo per raccogliere ricette ispirate a questi criteri e per semplicità riassumo anche in questo post la lista di questi alimenti:
•Ingredienti da evitare•
• Soia
• Tutti quelli contenenti glutine (cereali quali frumento, farro, segale, kamut e orzo, ma soprattutto il frumento è da bandire)
• Latticini vaccini
• Carne rossa
• Caffeina
• Cioccolato
• Alcool
• Grassi saturi, burro e margarina con grassi idrogenati
• Oli vegetali
• Bevande zuccherate
• Carboidrati e zuccheri raffinati
• Ingredienti in scatola e confezionati
• Fritti
• Miele ed aspartame
• Insaccati
• Crostacei e molluschi

•Ingredienti da utilizzare•
• Riso
• Cereali e pasta permessi (miglio, quinoa, mais, amaranto, manioca...L'avena è da limitare!)
• Legumi (fagioli, piselli e lenticchie in primis)
• Verdura e frutta, preferibilmente cruda
• Frutta secca e semi
• Tonno, sgombro, sardine, salmone, aringhe
• Pesce magro
• Carne bianca magra - da limitare
• Latticini non vaccini (bufala, capra, ecc...)- da limitare
• Oli vegetali spremuti a freddo non raffinati (extra vergine di oliva, semi di girasole, semi di lino di enotera...)
• Uova - da limitare
• Spezie ed aromi al posto del sale (che va limitato)
• Zucchero di canna integrale

La mia ricetta è quindi questo risotto aglio olio peperoncino, ricotta salata (poca poca) e cavoli fiolari di cui vi mostro una diapositiva:

cavoli fiolari

L'idea per questo risotto me l'ha data la mia amica Chiara, che ha un'azienda agricola Biologica a Cà degli Oppi, in provincia di Verona, e da cui sono andata a fare un blitz per assaggiare tutti i suoi prodotti.
Il risotto è davvero semplicissimo:  

Risotto con Cavoli fiolari e ricotta salata

Risotto con cavoli Fiolari e Ricotta Salata
300 g di cavoli fiolari biologici (per l'esattezza dell'Azienda AgricolaFilippi di Cà degli Oppi)
200 g di riso carnaroli
uno spicchio d'aglio
un piccolo peperoncino o una leggera spolverata
olio extravergine d'oliva bio spremuto a freddo
ricotta di pecora salata (catanese)
un cucchiaio di dado vegetale fatto in casa

far rosolare l'aglio in un giro d'olio, toglierlo, aggiungere il piccolo peperoncino e i cavoli lavati e tagliati a pezzetti. Far cuocere 5 minuti, poi aggiungere il riso, fare tostare, e iniziare la cottura con il brodo vegetale. A cottura ultimata, aggiungere un filo d'olio a crudo e spolverare con poca ricotta salata.


Se volete tantissime altre idee e ricette, vi do il Link di un gruppo creato su Facebook, che raccoglie tutti i contributi di chi ha partecipato a questa importante iniziativa : Clicca qui
....

Oltre ad essere ciò che mangiamo io credo fermamente che noi siamo anche ciò che pensiamo.
Non è un caso che la settimana della consapevolezza abbia in se anche l'8 marzo e cioè la festa della donna.
L'endometriosi è infatti una malattia che colpisce una delle espressioni più importanti della vita di noi Donne e che va ad intaccare la nostra fertilità e la nostra vita sessuale in generale.

Essendo la settimana della consapevolezza quindi io apro un'ulteriore finestrella sui metodi di cura che conosco e che prendo sempre in considerazione nella mia vita, e cioè quelli che riguardano la conoscenza del nostro corpo, della nostra anima, e dei motivi, delle cause che ci portano ad ammalarci. Ogni sintomo è un messaggio, dice Claudia Rainville nel suo libro di Metamedicina, e noi dobbiamo ringraziare il nostro corpo perché ci sta dando un messaggio per aiutarci a comprendere un problema della nostra anima.

Quando si scava, e si va a ricercare il motivo che sta dietro ad una malattia del nostro corpo bisogna avere molta umiltà, perché spesso quello che ne può uscire fuori può non piacerci. Può non piacerci quindi credere che l'endometriosi venga perché non vogliamo diventare madri, o non diventarlo più, magari perché ancora non abbiamo noi stesse accettato questo mondo, o perché rifiutiamo una vita sessuale a causa di insicurezze, frustrazione e delusioni che abbiamo collezionato nella nostra vita. La guarigione però passa da lì... eh eh... lo so che adesso qualcuno mi dirà che non c'è cura per l'Endometriosi, sì è vero, però è anche vero che tantissime guarigioni non vengono spiegate dai medici, e che oltre a gridare ad un miracolo, dovremmo spesso urlare di gioia perché è il nostro corpo stesso ad essere un miracolo, specialmente quando ci dimostra che noi abbiamo un potere di cui spesso siamo troppo poco consapevoli.
Fiducia, Amore, Speranza.

mercoledì 6 marzo 2013

Polpette o frittelle di pesce thai

Per prima cosa oggi vorrei ringraziarvi tutti!
Ogni volta che in questo spazio della mia vita ho aperto il cuore, parlandovi di qualcosa di importante per me, siete sempre entrati per riempirlo con una quantità di Amore che sempre mi emoziona, mi commuove e che mi fa ringraziare la tecnologia ed un mondo tutt'altro che virtuale....
Mietta sta ogni giorno meglio, e tutte le situazioni difficili che abbiamo vissuto si stanno allontanado, quasi ce le stiamo dimenticando, proprio per lasciare spazio alla Magia della Vita, che giornalmente viene a bussare alla mia porta per stupirmi e divertirmi.

Ai più attenti osservatori so che non sarà sfuggito... state leggendo infatti delle pagine bianche e non più lilline sullo sfondo di una spiaggia al tramonto. Ho deciso di fare un po' di restyling a questo blog che ho trascurato troppo ultimamente, e così ho iniziato anche ad ordinare le ricette e la mia vita mettendole nelle pagine su cui potrete cliccare qui su... (Mia ha preso l'abitudine di dormire un'oretta di pomeriggio :-) hihihihi)

Qualche giorno fa ho lanciato sulla mia pagina di Facebook una sorta di sondaggio per sapere che ricetta avreste voluto nel mio nuovo post: Ha vinto l'Asian Food duecentomiliardi a qualche timido votino sui dolcetti (eheh.. grazie grazie, che lo sapete che io e i dolcetti....etc etc)
In tanti però mi hanno chiesto anche del pesce, e così ho deciso di fare bingo proponendovi una ricetta di asian food in cui c'è tadaaan.... rulllo di tamburi: il pesce!!!
L'unico piccolissimo problemino è che questa foto risale circa a Settembre (eheheh.. cause forze sorrisotte ho dei tempi un tantino più lunghi di prima tra quando ceno, fotografo e pubblico) ppperò almeno è una foto fatta con la canon e con la luce naturale, quindi magari se vedrete questa foto avrete voglia di provare questo piatto thailandese non appena ci saranno i fagiolini ed i cetrioli buoni buoni di stagione.

Polpette di pesce thai

Polpette di pesce Thai
400 g di pesce bianco (merluzzo, cernia, ricciola...)
1 cucchiaino di pasta di curry rosso (potete anche spingervi ad un cucchiaio se vi piace l'hot spicy)
un mazzetto di fagiolini, o taccole, o, se li trovate, i fagioli serpente (che sarebbero proprio quelli thai)
1 uovo
olio di arachidi per friggere

per la salsa
½ cetriolo tritato
1 cucchiaio di coriandolo fresco, ma se non vi piace w il prezzemolo
2 cucchiai di zucchero di canna
mezzo bicchiere di aceto di riso bianco (se non lo trovate anche l'aceto di mele può andare...)

facile facile: si frullano insieme il pesce, le uova, la pasta di curry e l'uovo, si aggiungono i fagiolini tagliati a pezzettini piccoli e si mescola bene. Si formano delle polpettine e le si friggono in abbondante olio caldo. Si scolano bene, si salano e si servono insieme alla salsetta preparata tritando bene il cetriolo e mescolandolo al resto degli ingredienti. Io abbino anche del riso bianco al vapore.
Nella salsina andrebbe anche un peperoncino rosso tritato, che però io eviterei... dato che le polpettine sono piccanti almeno con la salsina cerchiamo di stemperare un po' il fuocherello.

Questa ricetta non l'ho mica inventata io... eh no!
In ogni libro di cucina asiatica c'è... è infatti un piatto tipico thailandese. Diciamo che ho fatto un mix tra tutte le ricette lette, in base anche alla mia dispensa. Una volta le ho preparate anche con del pesce cotto al forno avanzato (un branzino intero) e sono venute buone, anche se utilizzando come base di partenza il pesce a crudo le preferisco.

giovedì 28 febbraio 2013

L'operazione di Mia

È l'alba, Gp mi sveglia. Dobbiamo prepararci velocemente, prendo Mietta, e andiamo all'Ospedale San Bortolo di Vicenza dove ci aspettano per ricoverarci al reparto Maxillofacciale. È il reparto in cui si risolvono tutti i problemi nelle faccine dei bimbi...

Iniziano le visite, i dialoghi con i medici, il primo pranzo alla mensa, e scopro che un petto di pollo ed un braccialetto rosa con su scritto Mia Bissoli sul polso di mia figlia iniziano a stordirmi.
Il pomeriggio passa guardando Mia giocare con questo braccialetto, e la neve scendere dalla finestra. È meravigliosa la neve quando cade. La maggior parte dei fiocchi va tutta verso una direzione, tranne qualcuno che contro ogni aspettativa invece di scendere scappa dalla strada maestra e prende tutt'altra direzione.

È il 12 febbraio.
L'anestesista ci aveva raccomandato di essere sereni e tranquilli. E così alle 7:30 di mattina, portiamo Mia davanti le porte della sala operatoria. Lei ci guarda, assonnata ed affamata e non capisce bene perché la sua mamma ed il suo papà ridano, scherzino e giochino invece di farla mangiare e di cullarla per farla abbandonare in qualche altra oretta di sonno.
Ecco l'infermiera che viene a prenderla per portarla dentro la sala.
Ciao ciao Amore mio. La mamma ed il papà ti stanno vicino vicino, cuore a cuore, per tutto il tempo.
È bastato che i miei occhi non vedessero più i suoi per riempirli di lacrime, e singhiozzi.
L'unico conforto l'abbraccio del mio Gp. Abbracciati stretti, con i fazzoletti di carta in mano ci avviamo verso il bar a bere il caffè più lungo della nostra vita.
Tre ore
Tre ore possono volare. Il 12 febbraio i minuti si sono trasformati in ore.

Finalmente vediamo il chirurgo, il Dottor Baciliero, un uomo di poche parole, ma di quelle parole che ti bastano, importantissime, precise, forti, rassicuranti: “è andato tutto bene, ho chiuso tutto il palato, non servirà un'ulteriore operazione”.
Gli salto al collo con le lacrime agli occhi.
Mi rilasso a metà, la prima parte di questa esperienza è andata magistralmente. Ora so che inizia la seconda parte: il risveglio dall'anestesia e il Post Operatorio.
Vedere Mia uscire dalla sala operatoria è stato un tuffo al cuore. Lei che per sette mesi e mezzo non ha mai pianto, ha imparato a farlo. E per giorni l'unico modo che avevo per consolare quel suo sguardo triste, e quasi di rassegnazione ad una vita dolorosa che sembrava le si prospettasse davanti era cantarle la canzone di Mercedes Sosa: Todo Cambia... E passeggiare. Di giorno e di notte.

Giorno dopo giorno il dolore ha iniziato ad allentare.
Giorno dopo giorno la normalità è riapparsa. E abbiamo festeggiato tanti passaggi: togliere il sondino, togliere i bracciolini con le stecche che le impedivano di portare tutto alla bocca, ricominciare a mangiare con fiducia.

È stata dura. Molto.

In queste settimane tante cose hanno contribuito a farmi elaborare tantissimi aspetti della mia vita. Di certo il fratellino di Mia era presente. Rispondere ad alcune domande come ad esempio: “é la prima figlia?” di solito mi fa fare un respirone iniziale... in queste settimane di respiri ne sono stati necessari due o trecento mila...

Io non so perché i miei figli in questa vita mi stiano dando tutte queste prove da superare.
So però che la mia autostima di mamma dopo questa esperienza ha guadagnato 1000 punti.
E so che adesso voglio vivere la serenità in ogni ora che questa vita mi dona.

Prima di chiudere questo post, scritto con il Sole fuori dalla finestra, e dentro il mio cuore, voglio ringraziare con gli occhi pieni di commozione, lo Tzunami di amore che mi è arrivato, travolgendo la mia bacheca di Facebook, i mio cellulare, la mia mail...

Grazie Grazie Grazie di cuore a chi come te, crede che l'Amore sia la chiave di tutto, e che con un pensiero d'Amore si aiutino gli atri. Sempre.

martedì 5 febbraio 2013

Zuppa di lenticchie Pusha con Cozze al timo per distrarmi...

Finalmente stanno tornando delle giornate con un bel sole luminoso.
E' un inverno molto lungo per me... Quasi stavo iniziando a meditare un trasferimento in qualche isoletta caraibica :-), ma evidentemente per qualche mese ancora dovrò rimanere da queste parti, e il sole è venuto subito a convincermi.

Fra qualche giorno io Gp e soprattutto Mia avremo bisogno di tantissimo Amore e tantissimi pensieri positivi... Posso contare anche sul vostro aiuto vero??

Nel frattempo ci penso poco... e cucino molto... quindi sabato ho preparato questa zuppetta favolosa. Gli ingredienti principali sono: Lenticchie e Cozze, ed anche Timo, sì perchè ho scoperto che le lenticchie e il timo vanno d'accordissimo. La mia piantina di timo è un po' meno d'accordo con me, perché anche lei sta aspettando l'inizio della primavera per tornare a riempirsi un pochetto dato che è davvero ridotta ai minimi termini. Ma si è immolata per me e Gp, regalandoci i suoi ultimi ciuffettini per farci provare una ricetta davvero riuscita! 

Zuppa di lenticchie Pusha con Cozze al timo

L'idea viene dal Sale e Pepe di Gennaio.
Io e il Sale e Pepe abbiamo un rapporto difficile, nel senso che io l'adoro, ma averlo tra le mie mani è un po' complicato... e qui vi scrivevo già di un'avventura.
Il secondo capitolo è stato scritto due mesetti fa, e cioè quando la mia sorellina meravigliosissima mi ha regalato l'abbonamento. Peccato che: il primo numero mi sia stato recapitato durante una giornata di pioggia, ma forse è meglio dire diluvio; che la mia cassetta delle lettere non è a tenuta stagna; che la plastichina con cui era avvolto il Sale e Pepe era bucata. Praticamente quando l'ho preso in mano ho sfogliato una pagina unica, ritrovandomi alla copertina finale :-(.
Il mese successivo è andata meglio, e se c'è una cosa che mi piace è quella di cercare le ricette con le fotine più piccoline... e così ecco che ti becca questa zuppa.

Io l'ho preparata con delle lenticchie particolari che sono le Lenticchie Pushaa. Si trovano al commercio equo e solidale, sono ecuadoriane ed hanno un aspetto decisamente diverso dalle solite lenticchie. Sono più grandi, sono colorate con chiazze più chiare e più scure e necessitano di almeno 6 ore di ammollo. Quasi quasi ve le faccio vedere, così se non le conoscete ve le presento:

lettori del mio Blog queste sono le lenticchie pusha; Lenticchie Pusha questi sono i lettori del mio blog a cui io "ci voglio" tanto bene ;-)

lenticchie Pusha

Sono davvero buonissime, ve le consiglio!

Per il resto la ricetta è più o meno la stessa del Sale e Pepe.

Zuppa di Lenticchie con Cozze al Timo

Zuppa di Lenticchie Pusha alle Cozze
150 g di lenticchie decorticate
150 g di lenticchie pusha
500 g di cozze
1 gambo di sedano
1 cipolla
1,5 lt di acqua
un cucchiaino del mio dado
olio extra v.
2 bei rametti di timo
un peperoncino secco piccolo o un po' di peperoncino in polvere
1 spicchio d'aglio
Sale & Pepe :-)

Mettere in ammollo le lenticchie pusha per 6 ore in acqua fredda.
Tagliare cipolla e sedano in piccoli pezzetti e metterli in una casseruola con un giro d'olio. Fare soffriggere per qualche minuto, aggiungere i due tipi di lenticchie, il peperoncino e il timo e mescolare bene. Aggiungere l'acqua bollente, coprire con un coperchio e cuocere per un'ora. Aggiungere il dado e proseguire la cottura fino a quando vedrete che le lenticchie rosse si saranno spappolate e le altre saranno ben cotte.
Pulire le cozze togliendo il bisso, mettetele in una padella con uno spicchio d'aglio e un giro d'olio e fatele aprire a fuoco alto. Toglietele dal fuoco, sgusciate la maggior parte e tenete quelle più belle per decorazione.
Mettete la zuppa nei piatti e servite con sopra le cozze.