mercoledì 26 novembre 2014

Post del Cavolo

Intitolo questo post con “post del cavolo” un po' perché, contro ogni previsione voi possiate avere, parlerò di cavoli, ed un pochino perché questo post se lo merita :-)

Innanzitutto vorrei condividere con voi che, in questo momento in cui scrivo, ho solo una vaga idea di ciò che scriverò, e che inoltre non ho nessuna idea di che piega prenderà questo post!! Toh guarda parlo di una piega! Sì beh ecco, in effetti vi vorrei parlare anche di quello! Sapete... ho ricevuto un regalo meraviglioso! Due persone stupende che leggono questo blog e che ho avuto anche il piacere di conoscere ai miei corsi di cucina, per festeggiare la nascita di Gioele, mi hanno regalato un buono per una piega dal parrucchiere (favolosa l'idea di regalarmi un momento per me....) e qualche giorno fa sono andata a farmi tutta riccia :-).
Il pomeriggio ho fatto vari bagnetti ai miei bimbi e ho cucinato una bella minestra, attività queste tutte belle straboccanti di vapore acqueo, che si sa, coi boccoli non ha un bel rapporto...

Dato che di riccio mi erano rimasti solo i cavoli che avevo comprato in un'azienda agricola qui vicino, ho deciso allora di cucinarli, e mentre li pulivo, guardata da Gp e da Mia incuriositi dalla mia tecnica, mi sono chiesta se magari qualcuno potesse essere interessato a sapere come io pulisco i cavoli, ed in generale tutta la verdura che ha la costa al centro molto dura.
E così mi è venuta un'idea...
Ho preso un po' di foglie di cavoli, ho chiamato Gp, Mia e Gioele e... vi abbiamo preparato questa sorpresina, in cui tra l'altro potrete anche vedere cosa è rimasto della mia bella piega...



Avendo questi cavoli a disposizione e una vaschetta di ricotta in scadenza nel frigo, ho deciso di preparare una torta salata del cavolo, così per la pasta brisée mi sono rifatta alla ricetta diffusa anni fa da cavoletto (tra cavoli e cavoletti il passo è stato super veloce!)... detta così però non sembra neppure un discorso tanto serio, ed invece vorrei sottolineare che la ricetta di questa pasta brisée, che è di Christophe Felder è una cosa serissima, è facile, è veloce da fare e viene perfetta... in una parola sola: favolosa è!



Per la pasta brisée
200 g di farina
90 g di burro morbido
20 g di acqua
1 uovo
5 g di sale.
A cui ho aggiungo qualche foglia di timo, rosmarino e salvia sminuzzate.

Si lavorano la farina con il burro ed il sale poi si aggiunge l'uovo e l'acqua e si finisce di impastare. Si forma una bella palla, la si avvolge in una pellicola trasparente e la si mette in frigo.

Per il ripieno
un bel ciuffo di cavoli ricci e ben puliti
200 g di ricotta
parmigiano
150 g di formaggio a piacere
un quarto di zucca messa per 5 minuti in forno caldo.
uno spicchio d'aglio
olio extra v.

Ho lessato i cavoli in poca acqua salata, li ho strizzati e li ho fatti insaporire in padella con olio ed uno spicchio d'aglio. Li ho sminuzzati e li ho mischiati alla ricotta, ho aggiustato di sale e ho pepato.
Ho steso la pasta brisée tra due fogli di carta da forno, con il mattarello. L'ho stesa su una teglia e ho versato i cavoli sopra lasciando due cm di bordo pulito. Ho aggiunto il formaggio a pezzetti e il parmigiano a scaglie e la zucca tagliata a fette, spennellate d'olio. Ho richiuso il bordo della pasta brisée pizzicandola con le dita sollevandola verso il centro della torta salata.

Da qualche giorno la sera cucino insieme a Mia... lei si prende la sediolina e sale su per aiutarmi. Credo che per i bambini così piccoli la manipolazione, il sentirsi capaci, il sentirsi utili e, soprattutto, lo stare vicino ai genitori, sia importantissimo.
Oltre ad affidarle compiti molto semplici, come ad esempio spostare i pezzetti da una ciotola ad un altra, mettere le foglie di insalata nella bacinella per poi lavarle, quando posso cerco di farle fare in piccolo quello che io preparo in grande, ed in quel caso faccio fare tutto a lei. In questo caso le ho fatto stendere la pasta e riempire lo stampino... si è divertita un sacco ed è riuscita a fare un tortino bellissimo.



Mi sono accorta che nelle ultime righe non ho scritto la parola Cavolo... devo rimediare immediatamente, altrimenti che post del Cavolo sarebbe questo??? e allora.... CAVOLI! Mia dopo averlo preparato, ha mangiato tutti i pezzettini di zucca che ha usato per la decorazione!
(quest'ultima frase meriterebbe 30 punti esclamativi ed altri 5 cavoli dato che Mia, come tanti e tanti bimbi, mangia le verdure solo se sono frullate, oppure, ma questo solo da oggi, se le ha cucinate lei :-P)

Ps: in realtà devo ammettere che la piega mi è piaciuta ancor di più nel momento in cui mi sono crollati i "broccoli" :-)
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mercoledì 12 novembre 2014

Una Perfetta Parmigiana Giusta e senza Sbagli

Ci sono ricette che per me sono la perfezione. Certo il concetto di perfezione è relativo e quindi mi rifaccio al personalissimo concetto di perfezione che nasce nella mia testa ad esempio quando... penso ad una Parmigiana! 



Da quando ci conosciamo, Gp mi prende in giro, sia per il mio perfezionismo, sia per la facilità con cui ricorr(ev)o ai concetti di Giusto e Sbagliato. In effetti un pochino, da quando lui me l'ha fatto notare, sono migliorata e ho un tantino mollato il controllo delle varie situazioni che prima incasellavo come “giuste” o “sbagliate”, e sempre più mi sono avvicinata a quel “tutto è relativo” che fa anche vivere più serenamente.

Riportando questi concetti alle mie giornate attuali quindi, il concetto di ordine in casa è diventato un concetto molto relativo, così come quello del sonno, della necessità di far la spesa ogni settimana per organizzare pranzetti e cenette sempre vari (ogni mia amica che in questi giorni mi chiede come vada riceve la fotografia del mio frigorifero e le istruzioni per il gioco del rimbombo) e anche quello di avere una macchina a disposizione dato che l'alternatore può relativamente anche smettere di alternare...

Se su molte cose accetto di buon grado di smettere di etichettare con giusto e sbagliato (specialmente la storia della mia macchinina che è stata taaanto carina a farmi arrivare in officina per poi smettere di funzionare proprio lì davanti alla sua porta), su una cosa non transigo: la Parmigiana!!!
La Parmigiana di melanzane è Giusto farla con le melanzane fritte, perché farla con le melanzane arrostite è così Sbagliato che ai miei occhi smette anche di chiamarsi Parmigiana!!!! Ecco! L'ho detto!!! :-)
(Gp amore mio, scusa la regressione, ma sono troppo palermitana per relativizzare la teoria della parmigiana accettandola con le melanzane arrostite...)

Ecco... per il resto la ricetta perfetta della Parmigiana è davvero molto molto relativa dato che la sua origine viene contesa tra la Sicilia, la Campania e Parma. C'è poi chi la chiama semplicemente Parmigiana (tra cui io), chi Parmigiana di Melanzane e chi Melanzane alla Parmigiana, chi crede che il nome Parmigiana derivi dall'uso del Parmigiano come ingrediente e chi invece crede derivi dal termine siculo “parmiciana” ovvero le liste di legno delle persiane che un po' richiamano gli strati sovrapposti delle melanzane fritte... insomma su questa ricetta ognuno secondo me può dire la sua basta che però frigga le melanzane perché altrimenti per me è una Parmigiana sbagliata!!!!

io vi do la mia versione, che ovviamente è parecchio sicula e che sto scongelando per questa sera così anche se non ho la casa ordinata, se ho il frigo vuoto, la macchina dal meccanico e i bimbi che non si addormentano presto per me sarà comunque una sera Perfetta :-)



Parmigiana
3 grosse melanzane (di quelle viola scuro)
un chilo di pomodori da sugo
una cipolla
una provoletta di caciocavallo
qualche cucchaiio di parmigiano
basilico
sale e pepe
olio extra vergine

lavare le melanzane, tagliarle a fette dello spessore di un dito e metterle in acqua e sale, asciugarle, friggerle in olio abbondante (io friggo in olio extra v.) salarle e metterle in uno scolapasta a scolare qualche ora. Preparare il sugo cuocendo pomodori, cipolla, sale e basilico per mezzora, passarli col passaverdure e restringere il sugo così ottenuto su una padella con un soffritto d'aglio. Affettare il caciocavallo e mettere in una teglia a strati salsa, melanzane, fette di formaggio, spolverata di parmigiano e foglioline di basilico, fino a finire gli ingredienti.
Infornare a 180° per 30 minuti. 

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mercoledì 29 ottobre 2014

Gioia

Questo post lo dedico

a chi segue la mia vita da anni
a chi ha riso con me
a chi ha pianto con me
a chi mi ha dato coraggio nei momenti più duri della mia vita
a chi mi vuole bene
a chi mi sente amica, anche se non abbiamo mai avuto un contatto
a chi mi ha augurato ogni bene
a chi ha speranza
a chi crede che siamo noi a costruire la nostra realtà
a chi crede che siamo noi a costruire soprattutto la nostra felicità
a chi “legge” nella propria vita
a chi pensa che se si ha paura vuol dire che sì, si può essere coraggiosi
e... a chi vuole vivere con e per Amore

il 12 settembre è nato Gioele, un bambino con gli occhi blu notte, lo sguardo saggio e un nome che richiama la Gioia... La Gioia in cui credo e ho sempre creduto.

Sono Felice...

Sono Tornata!!!!


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lunedì 28 luglio 2014

Pasta finocchietto selvatico e Ricotta



Qualche giorno fa, gironzolando per un supermercato ho avuto una visione:
ho visto nel banco frigo vicino alla zona di frutta e verdura una vaschetta contenente nientepopòdimenoche il mio amico Sig. Finocchietto Selvatico!!! era in una vaschetta con un'etichetta che ne segnava il peso, ovvero 20 grammi. In preda ad una gioia profonda ne ho subito messe nel carrello due vaschette e ho continuato a far la spesa col pensiero di quando abitavo a Palermo e per le vie non era insolito trovare (quando era periodo di finocchietto selvatico, e quindi quando era il periodo della pasta con le sarde) una 126 o una topolino con il portabagagli aperto ed un banchettino davanti e sopra cespugli immensi di finocchietto selvatico.

Qualcuno di voi forse si ricorderà che a me trovare qui, in provincia di Verona, il finocchietto selvatico lascia totalmente indifferente............

E così tornata a casa ho voluto preparare questo primo velocissimo in cui ho unito il mio amore per il finocchietto con il mio amore per la Sicilia...

ecco a voi:



La pasta con ricotta e finocchietto selvatico

200 g di fusilli o di caserecce
40 g di finocchietto selvatico
3 sardine sottosale
200 g di ricotta di pecora
uno spicchio d'aglio
un limone biologico
ricotta o pecorino affumicato da grattugiare
olio extra v.

ho lavato il finocchietto selvatico e l'ho lessato in abbondante acqua salata, l'ho scoltato tenendo da parte l'acqua che mi è servita per cuocere la pasta.
Ho dissalato le sardine e le ho fatte sciogliere in una padella con dell'olio ed uno spicchio d'aglio. Ho tolto lo spicchio d'aglio quando ha iniziato ad imbiondirsi e ho aggiunto il finocchietto strizzato e tagliato grossolanamente. Ho versato un mestolo di acqua di cottura del finocchietto e ho lasciato insaporire.
Mentre la pasta si cuoceva ho frullato il finocchietto con la ricotta e gli ho grattugiato poca buccia di limone.
Ho scolato la pasta al dente, tenendo da parte una tazza con l'acqua di cottura, e ho lasciato saltare per pochi istanti la pasta con la crema al finocchietto, regolando la cremosità desiderata con l'acqua di cottura.
Ho impiattato e spolverato con la ricotta affumicata.

Buono, facile veloce e molto molto siculo :-)
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lunedì 21 luglio 2014

Contorno mediterraneo al forno



 Oggi più che un post creerò una galleria fotografica!
Per questo piatto credo di aver scattato un centinaio di foto, e questo perché i colori erano spettacolari, perché mi aiutava Mia, e perché ero abbastanza incapace nel trasmettere attraverso la fotografia quello che i nostri occhi vedevano! 




I più attenti tra di voi, avranno notato che spesso lo sfondo delle mie fotografie è lo stesso. Questo tavolo antico con delle farfalle argentate stampate sopra che non si capisce bene con che difficilissima tecnica siano state applicate sul legno.

Vi svelo un segreto: è la cerata che ho comprato per coprire il mio tavolo in veranda :-)

Mi da una resa fotografica stupefacente perché riflette la luce... un po' come quei triangoli di carta argentata che si reggono con le mani tenendoli sotto il mento quando si prende il sole per riflettere alla grande e per avere l'abbronzatura più uniforme che si può? Li avete mai visti? Andavano alla grande intorno agli anni '90 :-) (per chi di voi potrebbe far dipendere da questa informazione la continuazione della lettura del mio post, o peggio ancora, del mio blog, sappiate che non l'ho mai usato hihihihih).
Sono lontani quei momenti in cui tutti i miei cartoncini provocavano turbamenti :-). cari lettori miei, so che voi andrete oltre e accetterete ugualmente le mie fotografie scattate durante questa mia fase “take it easy” :-)


Detto questo parliamo subito della ricetta di oggi.

Questa è decisamente una ricetta: apro il frigo e trovo. Oggi prepariamo un contorno!
Ovviamente in qeusto periodo dell'anno in frigo trovo: peperoni (gialli, perché a Gp piacciono di più), melanzane, pomodori, zucchine e... insolitamente, quel giorno stazionavano anche due patate novelle grosse e lesse, avanzate la sera prima. Dovevo sistemarle al forno, ne ero convinta! E a fargli compagnia ho aggiunto un po' di compagni di frigo...



La ricetta è davvero semplicissima, e potrebbe anche essere decisamente dietetica dato che i grassi utilizzati possono ridursi a piacimento. Avendo due mozzarelle in scadenza ho aggiunto anche quelle, voi scegliete il formaggio o i formaggi che più preferite.




Contorno mediterraneo al Forno
2 patate lesse di grosse dimensioni
1 peperone
1 melanzana tonda
2 zucchine
un grosso pomodoro
2 mozzarelle (o formaggi a vostro gusto)
olio extra v.
qualche fiocchetto di burro (io ho usato un burro salato)
timo
basilico
sale e pepe

Pilite e tagliate tutte le verdure a fette, più o meno dello stesso spessore. Tagliate anche i formaggi a fettine.
In una teglia leggermente imburrata, posizionate tutte le fette in piedi, una accanto all'altra, andando a intervallarle tra di loro (oltre che le verdure, intervallate anche il formaggio).
Spennellate con un po' d'olio extra vergine, spolverate di sale, di pepe, se volete mettete qualche fiocchetto di burro e guarnite con steli di timo e qualche fogliolina di basilico.
Cuocete in forno caldo a 200° ventilato per 30/40 minuti, ovvero fino a quando vi sembreranno tutte cotte e dorate. 


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